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 In questi giorni alcuni genitori mi hanno chiesto come mai anni fa il Comitato Genitori ha pensato di attivare corsi di “Metodo di Studio” con preciso riferimento alle mappe mentali e concettuali.

La risposta è molto semplice: perché tale attività non era contemplata nell’offerta formativa della scuola.

Inoltre , per chi autonomamente desiderava frequentare  corsi su questo argomento i costi erano molto elevati;  ecco quindi  l’idea del Comitato Genitori di organizzarli per gruppi di studenti, in orario pomeridiano, riconoscendo all’unanimità la validità della proposta.

Le mappe concettuali o le mappe mentali, che si distinguono per forma e struttura, sono uno strumento mnemonico ed organizzativo.

 

La prova dell’efficacia di tali strumenti, utilizzati da decenni in scuole ed università dei paesi nordici e dell’oltreoceano, è dimostrata anche dalla loro presenza, sempre più frequente, nei libri di testo di ogni ordine e grado.

Nel metodo di studio si approfondiscono anche tecniche di apprendimento dalle più recenti alle più antiche come i “loci ciceroniani”.

Tuttavia è bene ricordare che quello proposto non è “il metodo di studio” ma “un metodo” che accresce le nostre conoscenze; avrei

una visione molto limitata della realtà se pensassi che un metodo sia applicabile a tutti;  inoltre, anche senza conoscere la PNL (programmazione neuro linguistica) ne abbiamo prova tutti noi nella vita quotidiana, che per imparare qualcosa c’è chi ha bisogno di sentirlo e ripeterlo all’infinito (uditivo),  chi ha bisogno di vederlo e rivederlo (visivo) e, infine,  chi ha bisogno di viverlo sotto forma di sensazione/emozione (cinestesico).

Le intelligenze del singolo sono molto diverse tra loro, lo ha affermato ripetutamente anche la Dott.ssa Lucangeli, Docente di Psicologia, Prorettore dell’Università di Padova, nonché esperta di apprendimento riconosciuta a livello internazionale, invitata dal C.G.  proprio per affrontare il tema dell’apprendimento scolastico, la quale ha ribadito la necessità e l’importanza di adattare l’insegnamento, e quindi anche le strategie di apprendimento, ad ogni singolo individuo.

Lo ricorderanno certamente quei pochi e partecipativi insegnanti del Liceo Da Ponte presenti alle serate organizzate sul tema dal C.G., con l’illustre Professionista e collaboratori del medesimo team, quale l’Ing. Mario Perona.

Ma vediamo cosa si dice delle mappe:

A tal proposito vi propongo: “Mappe concettuali, flussi di conoscenza e sviluppo professionale permanente” prodotto dall’istituto per le tecnologie didattiche del CNR

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">http://www.itd.cnr.it/download/2015%20-%Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

in cui si arriva a questa conclusione: “Sulla base dei riscontri forniti dai partecipanti, è emerso che le mappe concettuali possono essere un utile strumento (a) di auto-valutazione del proprio apprendimento in un contesto formale, e (b) di supporto all’apprendimento collaborativo informale.”

Le mappe concettuali sono inoltre strumento consigliato dalle linee guida del MIUR anche per i DSA (disturbi specifici di apprendimento) avvalorandone dunque l’efficacia didattica di tali strumenti.

La linea guida reperibili a questo link:
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/76957d8d-4e63-4a21-bfef-0b41d6863c9a/linee_guida_sui_dsa_12luglio2011.pdf
Riportano quanto segue: “Si raccomanda, inoltre, l’impiego di mappe concettuali, di schemi, e di altri mediatori didattici che possono sia facilitare la comprensione sia supportare la memorizzazione e/o il recupero delle informazioni.” Maurizio Costanzo direbbe “se va bene a loro…”

Le mappe concettuali utilizzate in vari ambiti, anche dall’Università Bocconi di Milano,  come facilmente verificabile tramite semplice ricerca su google, sono proposte e utilizzate da molteplici istituzioni scolastiche.

Segnalo quindi questa bella guida: “ Mappe concettuali nella didattica”

http://www.marcopolovr.gov.it/risorgimento/officina/materiali/mappe%20concettuali%20nella%20didattica.pdf

Su questo argomento c’è chi si è dato da fare e chi invece ignora o addirittura ostacola l’utilizzo di tali strumenti. Ricordo che quando abbiamo iniziato con questa esperienza, un caro amico, insegnante del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Milano, giudicato oggi il miglior liceo scientifico di Milano dalla Fondazione G. Agnelli,  mi raccontava che nella loro didattica  gli  insegnanti non solo utilizzavano le mappe concettuali, ma prevedevano aggiornamenti per la costruzione di mappe concettuali tramite software specifici.

Potrei continuare ancora per molto a disquisire sull’argomento ma, dovendo concludere, desidero sottolineare  il concetto per me fondamentale che, in un mondo in continua evoluzione, a velocità sempre più  sorprendente,  possedere più strumenti di apprendimento e sapere elaborare strategie varie e innovative significa conseguire più competenze per un futuro di successo, non necessariamente economico.

Enrico Tolio
ex presidente Consiglio d’Istituto Liceo Da Ponte (2011/2015)

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