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Genitori e figli di fronte alle droghe: ipotesi per un dialogo possibile.

 “Cosa sappiamo di questo mondo? come affrontiamo questa tematica con i nostri ragazzi? Abbiamo le idee così chiare?”

Dr. Edoardo Polidori

BASSANO - Un incontro d'eccezione si è tenuto il 7 aprile scorso nell'Aula Magna del liceo da Ponte promosso dall'Unione Comitati Genitori  di Bassano del Grappa. Il dott. Edoardo Polidori, direttore dell'Unità operativa delle dipendenze patologiche (SERT) di Forlì, con una vitalità straordinaria  è intervenuto a Bassano sul tema giovani e droghe. 

 

L'idea della conferenza, che per il susseguirsi di suoni, immagini e parti recitate unite a una rigorosa trattazione scientifica Edoardo Polidori ha definito "conferenza-spettacolo", è nata dalla consapevolezza che spesso è difficile

recuperare un dialogo tra adulti e adolescenti sulla quotidianità vissuta insieme e ancora di più sul tema delle droghe, sul loro consumo, sui rischi di abuso. Da un lato gli adulti tendono a considerare le droghe nel loro aspetto pericoloso e distruttivo, dall'altro gli adolescenti spesso ne valorizzano solo gli aspetti di piacere e trasgressione. Polidori ricorda ai genitori che in adolescenza le identità negative sono molto interessanti  ed allettanti e, riflettendo in un modo del tutto originale sul senso della vita, cerca di rispondere sul perché si faccia uso di droghe. Egli afferma che, in realtà, i perché sono infiniti. Perché le droghe fanno sedazione, alterazione, sono piacevoli, stupefacenti e pericolose. Ci ricorda, però, con la sua ironia, ma in modo sicuramente provocatorio, che "non sono ORZATA!", ecco cosa dire agli adolescenti. Le droghe, piuttosto, sono squilibranti, proprio in un momento della vita in cui l'equilibrio si sta costruendo. E prosegue sottolineando che gli adolescenti usano le droghe per il PIACERE di usarle. Il fulcro del problema, quindi, è strettamente correlato con l'esplorazione del piacere. Riflettere su questi ed altri aspetti, dare spazio non solo alle "cognizioni scientifiche" ma anche alle emozioni, alle paure, ai vissuti, alle credenze culturali è, quindi, uno dei modi possibili per iniziare a costruire percorsi di prevenzione condivisa. La "conferenza-spettacolo" ha affrontato con un ritmo incalzante i modi di comunicare che gli adulti adottano nei confronti di adolescenti e giovani, e viceversa. In un gioco di continui rimandi e citazioni, da Asterix ai Beatles, tra aneddoti familiari e aforismi si è via via sviluppato un pensiero che ha fatto emergere nei presenti, tra spinta al consumo sfrenato e valorizzazione dell'esperienza individuale, lo spazio per "assumersi delle responsabilità" come adulti, come genitori, come adolescenti. Il dott. Polidori ha puntato molto sul concetto di vita, vista come una partita che si gioca tra autocontrollo e libertà, una partita di aggiustamenti continui, una graduale assunzione di responsabilità. E lasciando una platea incantata da tanto entusiasmo, musica, immagini, parole ed emozioni, ecco l'invito finale:" Genitori, pronunciate un giorno queste parole: figlio, ricordati che in me ci sono le tue radici, ma ricordati che tu hai le ali!". 

 

Federica Trisotto

 

 
 
 

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